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Telecamere all'ingresso del palazzo, nessuna violazione della privacy

Casi Giudiziari

Le telecamere fuori da un condominio non sono una violazione per la privacy: lo ha stabilito la prima sezione civile della Corte di Cassazione, che, con la sentenza n. 14346/2012, ha escluso la violazione della privacy se un proprietario di un immobile, che non risulta un condominio, installa per la propria sicurezza un impianto di videosorveglianza che riprende anche gli altri abitanti del palazzo, in entrata e uscita dall'ingresso. Questo perché, spiegano i giudici di legittimità,  lo spazio tra il cancello e l'ingresso, se visibile anche all'esterno da altre persone, risulta un luogo dove non c'è riservatezza. 
E così la Suprema Corte lo scorso giovedì ha accolto il ricorso di un cittadino contro la sentenza del Tribunale di Messina che lo aveva condannato a  rimuovere le telecamere sul fabbricato di sua proprietà perché violavano la privacy degli altri inquilini. Era stata la stessa nuora dell'uomo a chiedere la rimozione delle apparecchiature, perché non voleva essere ripresa. In Tribunale il suocero aveva sostenuto l'esigenza di tenere le telecamere perché era stato ripetutamente bersaglio di intimidazioni e minacce e, due anni prima, attonito spettatore di una sparatoria messa in scena da due malviventi proprio su quel palazzo. L’uomo, inoltre, si era difeso sostenendo che l'immobile non costituiva un condominio, essendo egli stesso proprietario esclusivo degli appartamenti e per questo non obbligato a richiedere alcuna autorizzazione. 
La Cassazione gli dà ragione: anche se il fabbricato non è un condominio con `aree comuni´ (le quali non possono essere considerate «luoghi di privata dimora o domicilio»), «se l'azione, pur svolgendosi in luoghi di privata dimora, può essere liberamente osservata dagli estranei, senza ricorrere a particolari accorgimenti (nella specie si trattava dello spazio, esterno del fabbricato, intercorrente fra il cancello e il portone d'ingresso), il titolare del domicilio non può evidentemente accampare una pretesa alla riservatezza». 

 
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