Get Adobe Flash player
Home Casi Giudiziari È lecito cacciare a malo modo il cliente dallo studio
Condividi

È lecito cacciare a malo modo il cliente dallo studio

Casi Giudiziari

È lecito trattare a pedate nel sedere il cliente o il visitatore sgradito che non vuole raccogliere l’invito del professionista ad uscire dallo studio. Lo ha stabilito la Cassazione che, ribaltando la decisione dei primi due gradi di giudizio, ha annullato la condanna per esercizio arbitrario delle proprie ragioni inflitta ad un professionista che aveva “buttato fuori” una signora provocandogli una lesione, causata dall’urto contro il montante della porta. Secondo gli Ermellini, infatti, (Sez. VI, n. 3014/2011) la cliente, certamente maltrattata ma ugualmente invadente, aveva commesso il reato di violazione di domicilio ed il professionista era stato costretto, per difendersi e per porre fine alla “condotta criminosa”, ad usare le maniere forti. La Cassazione specifica che è ravvisabile l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni quando per tutelare il proprio diritto si può ricorrere alla via giudiziale; diversamente, quando, come nel caso di specie, la strada del Tribunale non possa dirsi strumento di tutela celere ed efficace, alcun reato può essere imputato in questo senso. Né può valere la circostanza che si trattasse di uno studio professionale e, quindi, di un luogo aperto al pubblico, dal momento che – afferma la Corte – lo studio professionale va individuato come un spazio non aperto indiscriminatamente al pubblico, il cui titolare ha tutto il diritto di escludervi l’accesso a quelle persone che ritenga, per qualsiasi motivo non contrario alla legge, indesiderate

 
Articoli Correlati
Seguici su Facebook    Seguici su Twitter    Feed Rss Atom    Seguici su Google +    Guarda i nostri video

HOME | MAPPA DEL SITO | POLITICA | ECONOMIA | CRONACA | CULTURA E SOCIETA' | SPORT | LIBRI | DIRITTO E ROVESCIO | CASI GIUDIZIARI

LOGIN | WEBMAIL | LA REDAZIONE