Get Adobe Flash player
Home Casi Giudiziari L’uso del cellulare può generare una malattia professionale
Condividi

L’uso del cellulare può generare una malattia professionale

Casi Giudiziari

L’uso prolungato del cellulare, per parecchie ore al giorno e per molti anni, può essere la causa di tumori e può legittimare il riconoscimento di una malattia professionale. Lo ha deciso la Corte di Cassazione – Sez. Lavoro sentenza n. 17438/2012 – respingendo il ricorso presentato dall’INAIL, con il quale era stato contestato il diritto alla rendita per malattia professionale riconosciuto dalla Corte d’Appello di Brescia a favore di un manager, che per 12 anni, 5 o 6 ore al giorno, aveva usato al lavoro il cellulare o il cordless, così sviluppando una grave patologia tumorale all’orecchio sinistro ove poggiava il telefonino. Nonostante le numerose terapie, anche chirurgiche, il tumore non era scomparso, manifestando piuttosto esiti assolutamente severi. La Cassazione non ha condiviso la tesi dell’Inail, secondo la quale la consulenza tecnica effettuata sul manager e sul rischio dell’uso intensivo dei cellulare non era suffragata dal giudizio di affidabilità della comunità scientifica: gli Ermellini, infatti, hanno ritenuto che agli studi indipendenti condotti dal gruppo Hardell tra il 2005 e il 2009, sostenitori di un maggior rischio di insorgenza di neoplasie nei grandi utilizzatori di telefonia mobile, doveva essere attribuita una maggiore attendibilità, vista la  posizione di indipendenza assunta, per non essere stati cofinanziati, a differenza di altri, anche dalle stesse ditte produttrici di cellulari. Del tutto innovativa la pronuncia richiamata, mediante la quale la Cassazione per la prima volta ha avuto modo di esprimersi in ordine all’uso prolungato e alla correlativa dannosità dei telefoni cellulari.

 
Articoli Correlati
Seguici su Facebook    Seguici su Twitter    Feed Rss Atom    Seguici su Google +    Guarda i nostri video

HOME | MAPPA DEL SITO | POLITICA | ECONOMIA | CRONACA | CULTURA E SOCIETA' | SPORT | LIBRI | DIRITTO E ROVESCIO | CASI GIUDIZIARI

LOGIN | WEBMAIL | LA REDAZIONE