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Sì all’amministrazione di sostegno per il novantenne sposato con una giovane straniera

Casi Giudiziari

Ha trovato conforto la ribellione dei figli di un aspirante ultracentenario, sposatosi con una giovane straniera e intento a dare battaglia a chiunque cercasse di limitare la propria autonomia, figli compresi. È questo il caso di un novantenne campano, a beneficio del quale il Giudice Tutelare di Napoli, su istanza di 3 dei 4 figli, aveva nominato un amministratore di sostegno, in quanto ritenuto in condizioni psico-fisiche precarie, comunque tali da impedirgli di avere cura della propria persona e di gestire i propri interessi. Decisione confermata dalla Corte d’Appello, adita in sede di reclamo dalla moglie e dell’altro figlio, con la coppia convivente, i quali avevano contestato la scelta della nomina del A.D.S., ricaduta su di un avvocato, ovvero su una persona diversa da quella indicata dall’anziano, che avrebbe voluto o la giovane consorte o il figlio rimastogli accanto. 

Gli Ermellini (Seconda Sezione Civile, sentenza n. 18320/2012) condividono in pieno la decisione dei giudici partenopei, ritenendo apprezzabile e veritiera la perizia del C.T.U. nominato, che aveva definito l’uomo non capace di badare a se stesso e affetto da un’abituale, seppur parziale, infermità psichica. Nessuna “violazione – come la definisce il legale dei ricorrenti – del diritto fondamentale delle persone disabili di autodeterminarsi”: specifica la Suprema Corte che il decreto in questione non conferisce all’amministratore di sostegno poteri eccezionali, laddove l’operato dello stesso concerne esclusivamente la sfera economica (gestione dei conti correnti, titoli, riscossione della pensione e altri emolumenti), mentre lascia all’amministrato la possibilità di compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della vita quotidiana. La scelta ricaduta su un avvocato, inoltre, si è appalesata la più idonea, essendo questo  un soggetto estraneo alla conflittualità familiare e, quindi, più libero nell’uso dei mezzi e dei poteri a sua disposizione.

 

 
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