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Il ritardo prolungato vale come la cancellazione del volo

Casi Giudiziari

I passeggeri che sbarcano tre ore dopo l’orario di arrivo previsto hanno diritto ad un risarcimento del danno proprio come quelli, il cui volo è stato completamente cancellato, a meno che il ritardo non sia dovuto a circostanze eccezionali. Lo ha ribadito la Corte di Giustizia delle Comunità Europee il 23 ottobre scorso (n. 629/2010) prendendo spunto dal diritto dell’Unione, che nel Regolamento CE n. 261/2004  prevede espressamente che, in caso di cancellazione del volo, i passeggeri possono ricevere una compensazione forfettaria di importo compreso tra 250 e 600 euro. La Corte di Giustizia, confermando quanto già statuito dalla pronuncia di Sturgeon del 19.11.2009, afferma, con riferimento al diritto ad un indennizzo,  che i passeggeri dei voli ritardati devono essere equiparati ai passeggeri dei voli cancellati, specificando, in particolare,  che lo scopo perseguito dal regolamento 261/2004 è proprio quello di rafforzare la tutela di tutti i passeggeri del trasporto aereo, così che i passeggeri dei voli ritardati di tre ore o più non si trovino ad essere trattati diversamente da quelli che beneficiano della compensazione pecuniaria prevista da tale regolamento. Ovviamente il ritardo non dà diritto ad una compensazione pecuniaria laddove il vettore aereo sia in grado di dimostrare che il ritardo prolungato è dovuto a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ossia in presenza di accadimenti che sfuggono all’effettivo controllo del vettore aereo.

 

 
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