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Troppa disciplina in classe? Condanna per maltrattamenti

Casi Giudiziari

Studenti disattenti, poco produttivi, eccessivamente vivaci l’ha definiti il legale della parte civile; per la difesa della professoressa condannata per maltrattamenti si è trattato, invece, di una classe indolente, ingestibile, maleducata ed aggressiva, che ha giustificato una reazione più forte ed intransigente.
La Corte di Cassazione (sentenza 26412/2012) ha confermato la condanna per maltrattamenti inflitti ad una docente che, di fronte ad una classe non proprio “modello”, ma alquanto vivace ed indisciplinata, aveva reagito punendo rigidamente ed etichettando i ragazzi con parole forti ed “offensive”. Secondo la ricorrente le condotte tenute da quest’ultima dovevavno essere inquadrate come reazione legittima alla luce dello scarso profitto degli studenti, che, per giunta, in gruppo tra loro, avevano realizzato delle aggressioni ai danni dell’insegnante. Invece – sentenziano gli Ermellini – anche dinanzi ad una classe poco gestibile  il docente deve tenere un contegno sobrio, perché andare sopra le righe può essere pericoloso e sarebbe stato giustificato esclusivamente da una vera e propria aggressione da parte dei ragazzi, per niente riconosciuta nella fattispecie. Per la Corte, infatti, il richiamo al clima esistente nella classe, teso e fortemente insofferente per entrambe le parti, non può giustificare in alcun modo “l’atteggiamento gravemente offensivo avuto dall’insegnante”, per questo condannata per reato di maltrattamenti. 

 
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