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No al redditometro, viola la privacy dei cittadini

Casi Giudiziari

Il redditometro perché invade la privacy e rischia di penalizzare i contribuenti delle zone più disagiate. Così si è pronunciato il giudice della sezione distaccata di Pozzuoli del Tribunale di Napoli con l’ordinanza del 21 febbraio scorso, emessa in accoglimento del ricorso cautelare proposto da un pensionato che aveva chiesto che fosse proibito all’Agenzia delle entrate di controllare, analizzare e archiviare le proprie spese. Il cittadino flegreo aveva eccepito come, vista l’ampiezza dei dati previsti dal regolamento di riferimento, la predetta Agenzia sarebbe venuta a conoscenza di ogni singolo aspetto della sua vita quotidiana, ledendo oltre alla riservatezza, anche la stessa libertà individuale come potenzialità di autodeterminazione. E nella decisione anzidetta il giudice adito ha evidenziato proprio il diritto del cittadino alla riservatezza su aspetti delicati della propria vita privata, come la spesa farmaceutica, la vita sessuale, l'educazione, comprendendo non solo quella del contribuente, ma anche quella dei suoi familiari. L’ordinanza, dunque, boccia il redditometro perché comporta la soppressione del diritto del contribuente e della sua famiglia ad avere una vita privata, specificando, inoltre, come con il redditometro si rischia di accomunare situazioni territoriali differenti a svantaggio dei contribuenti delle zone più disagiate, che potranno perdere il vantaggio di usufruire di un costo della vita inferiore. 

Da qui l’ordine rivolto alla Agenzia delle entrate di non intraprendere alcuna ricognizione, archiviazione, o comunque attività di conoscenza e utilizzo dei dati relativi a quanto previsto dall’articolo 38, 4° e 5° comma del Dpr 600/1973 e di cessare, ove iniziata, ogni attività di accesso, analisi, raccolta dati di ogni genere relativi alla posizione del ricorrente. Ciò oltre alla condanna esplicita di comunicare formalmente al ricorrente se è in atto una attività di raccolta dati nei suoi confronti ai fini dell’applicazione del redditometro e, in caso positivo, di distruggere tutti i relativi archivi previa specifica informazione a parte ricorrente.

 
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