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Riconosciuto l’indennizzo per epatite contratta durante emodialisi

Casi Giudiziari

L’indennizzo va riconosciuto anche a chi ha contratto l’epatite durante la dialisi a causa di una insufficiente pulizia della macchina dalle sostanze ematiche lasciate da altro paziente. Questa la decisione della recente pronuncia della Cassazione, che ha esteso all’emodialisi quanto già espressamente previsto dalla legge per le trasfusioni di sangue infetto, le vaccinazioni obbligatorie e le somministrazioni di derivati (Sentenza n. 9148/2013 Terza Sezione Civile). Era il caso di un uomo sottoposto a dialisi nel 1974 e morto nel 1996 per epatite, la cui vedova si era vista negare in primo grado il risarcimento – perché il caso non era espressamente previsto dalla legge -  per poi vedere la Corte d’Appello di Cagliari ribaltare le sorti del giudizio e riconoscerle l’indennizzo. I Giudici di Legittimità, sulla stregua  di una pronuncia della Corte Costituzionale del 2009, hanno confermato la pronuncia del Collegio cagliaritano ritenendo estensibili i benefici della legge 210 del 1992 anche ai danni derivanti da epatite contratta a seguito di emodialisi. Afferma la Corte  la responsabilità, in questi casi, del Ministero della salute anche se il danno non è derivato da una trasfusione eterologa, dovendosi estendere la tutela prevista originariamente dal legislatore anche all’ipotesi di reinserimento nel corpo della persona sottoposta a dialisi del suo stesso sangue, infettato per contatto con sangue eterologo nel cosiddetto “rene artificiale”.

 
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