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La truffa agli automobilisti per gli autovelox occultati

Casi Giudiziari

Occultare gli autovelox per rilevare le infrazioni al codice della strada è truffa e il sequestro dell’apparecchio è più che legittimo, anche se questo funziona regolarmente, con tanto di omologazione. I giudici di Palazzo Cavour non fanno sconto (almeno questa volta) alle amministrazioni locali e, dopo aver chiaramente etichettato come fattispecie penalmente rilevante la condotta di chi, come nel caso di specie, “infrascava” le odiate macchinette affinché non venissero gabbate dagli ignari automobilisti, ha respinto il ricorso volto ad ottenere il dissequestro dell’apparecchio perché appartenente a persona estranea al reato. Secondo la Cassazione, infatti (Sentenza n. 22158/2013), oggetto del sequestro preventivo può essere qualsiasi bene, a chiunque appartenente, purché esso sia, anche indirettamente, collegato al reato e, ove lasciato in libera disponibilità, idoneo a costituire pericolo di aggravamento o di protrazione delle conseguenze del reato medesimo ovvero di agevolazione di ulteriori fatti penalmente rilevanti. E gli autovelox, precisano gli ermellini, ben si prestano, proprio in ragione del nesso di interdipendenza con la fattispecie criminosa, ad essere assoggettati al vincolo reale, sia quale corpo del reato (mediante essi veniva consumata la truffa) che quale cosa pertinente al reato, la cui libera disponibilità può agevolare la commissione di altre condotte della stessa specie.

 
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