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Per l’assegno di divorzio rileva il tenore di vita

Casi Giudiziari

Ai fini della determinazione dell’assegno divorzile ciò che rileva non è tanto lo stile di vita, quanto il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Torna a farsi sentire la Corte di Cassazione con la sentenza dell’ottobre scorso (Sez. I Civile, 16.10.20132 n.23442) su una questione tanto attuale quanto dibattuta, relativa al riconoscimento dell’assegno di divorzio e alla corretta individuazione del suo ammontare. Nel caso di specie un uomo benestante, ricco possidente, aveva impugnato la decisione della Corte d’Appello di Firenze, che lo aveva condannato a versare un assegno di mantenimento di € 1.200,00 mensili in favore della coniuge, con un reddito sensibilmente inferiore a quello del marito ma comunque anch’essa benestante grazie alla professione svolta. Secondo gli Ermellini il concetto di “inadeguatezza” dei mezzi economici del coniuge “debole”, che lo giustifica a chiedere l’assegno, va ricercato nell’inidoneità alla conservazione di un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio. Concetto – quello del tenore di vita – da non confondersi con lo  stile di vita adottato fino a quel momento, che, pur in presenza di rilevanti potenzialità economiche, può essere “under statement”, ovvero sottotono o dismesso, per scelta. Tale scelta non elimina, infatti, le potenzialità di una condizione economica molto agiata quale era indubbiamente quella della coppia di coniugi. Con ciò dovendosi considerare anche le aspettative che derivano dalla convivenza con un coniuge benestante, che si concretano in una legittima aspirazione ad un rilevante cambiamento di stile di vita. Una sentenza “da mille e una notte”, viste le condizioni economiche in cui oggi versano la maggior parte delle coppie italiane in crisi, ma comunque rilevante ai fini dell’individuazione dei criteri di determinazione dell’assegno divorzile, dove le aspettative di vita continualo a primeggiare sullo stile effettivamente condotto in costanza di matrimonio, a consolidamento di un orientamento ormai maggioritario fattosi strada negli ultimi anni.

 
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