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Mutui e prestiti: la Cassazione censura il tasso usurario applicato dalla Banca

Casi Giudiziari

Il tasso di interesse deve essere considerato usurario anche se la soglia di legge è superata per effetto della mora. Così la Corte di Cassazione con la sentenza n. 350/2013, oltre a permettere il recupero integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, quando i tassi o le penali superano la soglia di usura, ha stabilito che devono intendersi usurari, ai fini dell’applicazione degli art. 644 c.p. (reato di usura) e 1815 comma 2 c.c. (nullità della clausola e restituzione di tutti gli interessi pagati) i tassi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono convenuti, a qualunque titolo, quindi anche se relativi ad interessi moratori. Secondo i giudici di legittimità, infatti, al fine di classificare un mutuo come usurario, per la determinazione del c.d. tasso soglia, rilevano anche il tasso di mora nonché le altre spese sostenute dalla parte mutuataria qualora, sommate, sconfinino oltre le determinazioni stabilite dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze vigente. Il beneficiario del finanziamento ha, dunque, diritto ad ottenere la restituzione degli interessi già versato o, quantomeno, di quelli corrisposti in misura superiore al dovuto, rimanendo valido il mutuo contratto.
 

 
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