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Interessi ultralegali contestati: la banca deve produrre tutti gli estratti conto

Casi Giudiziari

Quando viene contestata la pattuizione degli interessi ultralegali, la Banca ha l'onere di produrre in giudizio tutti gli estratti conto del relativo rapporto, a partire dall'apertura del conto, anche se vengono superati i dieci anni di durata dello stesso. Era il caso dell'opposizione a decreto ingiuntivo proposta contro la Banca di Roma dal debitore principale e dal fideiussore, che avevano contestato l'immotivata revoca del fido nonché  l'illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi. Soccombente in primo grado per insufficienza probatoria (erano stati prodotti solo gli estratti conto di brevi periodi di tempo) la Banca aveva appellato, ma senza successo, la decisione del Tribunale, eccependo una sorta di "limitazione" dell'onere probatorio posto a carico dell'istituto, non essendovi l'obbligo di conservare i documenti oltre i 10 anni dalla loro emissione. La Corte di Cassazione, invece, con la sentenza 18540/2013, uniformandosi alle argomentazioni della Corte d'Appello capitolina, ha chiaramente ribadito che la produzione degli estratti conto relativi ad un arco temporale più breve selezionato arbitrariamente dalla Banca deve ritenersi in toto inidonea ad assolvere l'onus probandi posto a carico della stessa. Specificano i Giudici di Legittimità, infatti, che la previsione di un arco temporale lungo per la conservazione dei documenti – i famosi 10 anni -  non può essere interpretata come un affievolimento dell'onere posto a carico della banca stessa di dimostrare il credito. Questo perché  la contestazione relativa all'illegittima capitalizzazione degli interessi determina la necessità di verificare fin dall’inizio del rapporto  l'esistenza e l'applicazione della previsione negoziale invalida. L'istituto dunque è tenuto a produrre gli estratti conto a partire dall'apertura del conto corrente, anche oltre il decennio, perché non si può confondere l’onere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del proprio credito, soprattutto quando le contestazioni del debitore riguardano l'intera durata del rapporto.
   
 
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