Get Adobe Flash player
Home Casi Giudiziari Il dipendente perde le staffe? Niente licenziamento
Condividi

Il dipendente perde le staffe? Niente licenziamento

Casi Giudiziari

La reazione "forse scomposta" ma "comprensibile" del dipendente che ha subito un provvedimento ingiusto non può dar luogo al licenziamento, in quanto non rompe il vincolo fiduciario con l'azienda. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 27053/2013, respingendo il ricorso dell'Agenzia delle entrate contro un proprio dirigente licenziato, ma poi reintegrato dalla Corte di appello di Roma. La Corte territoriale, infatti, aveva ritenuto fosse emersa una rinuncia datoriale a sanzionare il lavoratore, dal momento che, pur in presenza di elementi atti a giustificare l'irrogazione di gravi e incisivi provvedimenti sul piano sanzionatorio, "l'Amministrazione aveva ritenuto in quel momento di dare soluzione alla vicenda" (questo il testo della lettera inviata). Inoltre, le prove testimoniali avevano fatto acqua da tutte le parti, soprattutto con riferimento alla pronuncia di parole offensive e aggressive comunque a un più  generale atteggiamento intimidatorio asseritamente addebitati al dipendente. Ben hanno fatto i giudici dell'appello – tuona la Cassazione – a ritenere insussistenti gli elementi dell’insubordinazione.  Infatti, proprio sulla scorta della natura e qualità del rapporto, del vincolo di fiducia ad esso connesso, dell'entità della violazione commessa e dell'intensità dell'elemento soggettivo, il licenziamento irrogato al dipendente si era appalesato assolutamente illegittimo, in quanto non supportato dalla lesione del vincolo fiduciario.
 
 
Articoli Correlati
Seguici su Facebook    Seguici su Twitter    Feed Rss Atom    Seguici su Google +    Guarda i nostri video

HOME | MAPPA DEL SITO | POLITICA | ECONOMIA | CRONACA | CULTURA E SOCIETA' | SPORT | LIBRI | DIRITTO E ROVESCIO | CASI GIUDIZIARI

LOGIN | WEBMAIL | LA REDAZIONE