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Niente adozioni per genitori con riserve

Casi Giudiziari

Chi aspira a un’adozione internazionale non può avere riserve sull’etnia del bambino o esprimere timori sulle tare genetiche. La Corte di cassazione con la sentenza 29424, respinge il ricorso presentato dal procuratore generale della Corte d’Appello di Bologna contro la decisione  di bocciare una domanda di adozione a causa delle riserve espresse dalla coppia. Gli aspiranti genitori, infatti, avevano dichiarato la loro indisponibilità ad accogliere un bambino di religione diversa dalla cattolica, di origine rom o figlio di pazienti psichiatrici. Qualche perplessità, inoltre, in ordine  all’ipotesi di un bimbo di colore.  I coniugi avevano spiegato, in particolare,  il loro no al bambino rom, rifiuto che nasceva dal timore di dover affrontare “difficoltà di carattere” che avrebbero reso difficile imporre posizioni e volontà diverse. 

Tanto era bastato ai giudici per respingere l’istanza della coppia, giudicata non idonea a farsi carico della responsabilità che un minore comporta.  Decisione confermata dalla Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 29224/2011.Le preclusioni dimostrate denotavano – secondo il collegio – un atteggiamento spaventato e difensivo “di fronte a incognite che nella adozione sono possibili se non altamente probabili e che invece non possono sussistere, affinché possa esservi quella accettazione totale e senza riserve che è il presupposto necessario per un buon incontro adottivo”.  Una decisione presa in linea con la legge 184/1983, che lascia al giudice il compito di valutare la capacità di entrambi i componenti della coppia di educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare.

 

 
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