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Misura alternativa alla custodia in carcere per chi è accusato di stupro di gruppo su minorenne

Casi Giudiziari

È possibile una misura alternativa alla custodia in carcere anche per lo stupro di gruppo su minorenne. Fece discutere allora la pronuncia della Corte Costituzionale n. 265 del 2010, quando parlò di “forzatura” per il pacchetto sicurezza che aveva esteso il trattamento previsto per i reati di mafia a quello di natura sessuale, ma desta maggiore stupore e sconcerto la recentissima sentenza della Corte di Cassazione (Sez. III Penale n. 4377/2011), che, ispirandosi ai principi della Consulta,  ha annullato l’ordinanza di  custodia in carcere disposta dal Gip di Cassino per un romeno ed un italiano accusati dello stupro di gruppo di una minorenne.
Secondo i Giudici di legittimità a salvare chi compie reati sessuali dal carcere preventivo, sarebbe il tipo di delitto “meramente individuale”: mentre il carcere per i reati di mafia è giustificato dalla necessità di isolare chi compie il particolare delitto dal contesto criminale e sociale, nel caso della violenza sessuale – anche di gruppo – tale crimine può essere affrontato in concreto anche con misure diverse dalla privazione della libertà. La Cassazione, ispirandosi ai principi della Consulta – parla di una giusta interpretazione del principio che esclude qualunque automatismo e presunzione, lasciando al giudice il compito di valutare i singoli casi in cui può essere applicato un regime, di cui va comunque sempre considerata la natura eccezionale.

 
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