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Assegno di mantenimento più basso per la donna che ha condotto una vita frivola

Casi Giudiziari

La vita frivola condotta dalla donna in costanza di matrimonio riduce sensibilmente il mantenimento dovuto dal marito. Così si è pronunciata la prima sezione civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 28892 dello scorso dicembre, decidendo il caso di una donna che, madre di due figli di 10 e 12 anni, si era vista ridurre l’assegno di mantenimento (dai 2.000,00 euro richiesti alle 200 riconosciute) a causa della sua abitudine di frequentare locali notturni nella riviera romagnola, anche durante i primi anni di nozze, quando i bambini ancora erano piccolissimi.

Il Giudice di legittimità con la citata pronuncia conferma quanto disposto dalla Corte d’Appello di Bologna, con ciò uniformandosi all’orientamento giurisprudenziale prevalente che, nella determinazione astratta dell’assegno divorzile, accanto ai criteri ispirati alla conservazione del tenore di vita matrimoniale, ritiene debbano essere presi in considerazione anche i parametri di cui all’art. 5 della Legge 898/1970 (legge sul divorzio). Tra questi – ritiene  la Cassazione - il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio, il reddito di entrambi i coniugi e la durata del matrimonio agiscono da veri e propri fattori di moderazione e diminuzione della somma considerabile in astratto. Nello specifico, la vita disordinata condotta dalla moglie, che l’aveva portata a trascurare la crescita dei figli e persino ad abusare di sostanze alcoliche e di stupefacenti (tanto da essere costretta a sottoporsi a terapie psicoanalitiche contro la dipendenza) sono stati ritenuti dalla Suprema Corte elementi più che sufficienti per negare il riconoscimento di un  contributo alla vita familiare apportato dalla  ricorrente e ridurre, così, in maniera consistente il mantenimento da questa richiesto.

 

 
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