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Stop alla norma salva banche

Casi Giudiziari

Salta la norma “salva banche” contenuta nel Milleproroghe di fine 2010. La Corte costituzionale con la sentenza n. 78 del 5 aprile scorso boccia la lettura retroattiva dell’articolo 2935 del codice civile, che faceva decorrere la prescrizione per  le operazioni bancarie dal giorno dell’annotazione sul conto corrente e non da quello di chiusura del "libretto”.  Una sorta di show down fra banche e consumatori quello svoltosi al Palazzo della Consulta, dove sono stati riuniti in un unico giudizio i ricorsi promossi dai Tribunali di Brindisi, sezione distaccata di Ostuni, Benevento, Lecce, sezione distaccata di Maglie, Potenza, Catania, Nicosia e Venezia. Sul fronte opposto si era costituita una “folla” di banche: Monte dei Paschi di Siena, quale incorporante Antonveneta, San Paolo Banco di Napoli, Unicredit, quale incorporante della Unicredit Banca di Roma e Banco di Sicilia, Banca nazionale del lavoro, Banca Carime e Banco Popolare, quale incorporante della Banca Popolare di Lodi; oltre alla presidenza del Consiglio dei ministri. 
Secondo la Corte, la norma censurata violava, con la sua efficacia retroattiva, il canone generale della ragionevolezza delle norme  di cui all’art. 3 della carta costituzionale. Questa, infatti, lungi dall’esprimere una soluzione ermeneutica rientrante tra i significati ascrivibili al citato art. 2935 cod. civ., ad esso nettamente derogava, innovando rispetto al testo previgente, peraltro senza alcuna ragionevole giustificazione. Ciò detto - specificano i giudici - l’efficacia retroattiva della deroga rendeva asimmetrico il rapporto contrattuale di conto corrente perché, retrodatando il decorso del termine di prescrizione, finiva per ridurre irragionevolmente l’arco temporale disponibile per l’esercizio dei diritti nascenti dal rapporto stesso, in particolare pregiudicando la posizione giuridica di tutti quei  correntisti che, nel contesto giuridico anteriore all’entrata in vigore della norma denunziata, avevano avviato azioni dirette a ripetere somme ai medesimi illegittimamente addebitate.
Si riaprono, dunque, i giochi per tutti i correntisti che negli anni ’90 ritengono di aver subito un torto per l’addebito di interessi non dovuti.
In particolare, tutto origina dall’uso invalso da parte degli istituti di credito della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi che portava al cosiddetto anatocismo: la maturazione cioè di interessi sugli interessi già maturati. In particolare, tutto origina dall’uso invalso da parte degli istituti di credito della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi che portava al cosiddetto anatocismo: la maturazione cioè di interessi sugli interessi già maturati

 
 
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