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Condannato il politico che voleva farsi rimborsare lussi e massaggi

Casi Giudiziari

Commette truffa il politico che si fa rimborsare le spese per locali di lusso e massaggi. Così è stato condannato, per truffa e minaccia,  a 7 mesi di reclusione ed interdetto per un anno dai pubblici uffici il Presidente di un Consiglio comunale di un paese del sud Italia che, recatosi in missione a Milano alla “Borsa internazionale del turismo” per conto del municipio, oltre alla modica cifra di € 2.500,00 per la trasferta, aveva preteso dal dirigente del servizio economato di essere rimborsato  di quanto speso per una cena offerta a persone “estranee all’amministrazione” in un ristorante di lusso meneghino, nonché degli esborsi per costumi da bagno, pedicure e manicure nel centro benessere di uno degli hotel più famosi di Milano.
La Corte di Cassazione con la sentenza 8094/2012 conferma la decisione della Corte Territoriale, ritenendo che i rimborsi richiesti per il soddisfacimento di esigenze strettamente personali hanno natura chiaramente indebita  e giustificano, conseguentemente, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

 
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