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I disabili hanno diritto all'ascensore nel condomino, anche se i vicini dicono di no

Casi Giudiziari

Il diritto all’abitazione dei condomini disabili prevale sul fastidio sopportato dagli altri. Questo il senso di un recente pronunciamento della  Cassazione, che con la sentenza n. 2156/2012, torna a ribadire un principio ormai cristallizzato: ciascuno dei partecipanti alla cosa comune può servirsene, con facoltà di apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della stessa, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

E' il caso di un condominio sprovvisto di ascensore e di alcuni condomini degli ultimi piani che, portatori di handicap fisici, avevano difficoltà ad uscire di casa e a farvi rientro a causa delle numerose scale che portavano ai loro appartamenti. Ottenuto il permesso dall’assemblea per la realizzazione dell’ascensore, questi avevano visto insorgere altri condomini, che avevano chiesto l’interruzione dei lavori, poiché a loro dire l’installazione dell’ascensore avrebbe comportato un’eccessiva riduzione dello spazio delle scale e una loro difficile percorrenza. Il Tribunale prima e la Corte d’Appello poi rigettano la domanda e la causa arriva in Cassazione.

Nel caso di specie – evidenzia la Suprema Corte – innegabile si appalesa il conflitto tra due esigenze diverse: da una parte quella delle persone disabili di raggiungere la propria abitazione, dall’altro il disagio e la scomodità derivante agli altri dalla restrizione delle scale. E' chiaro però che tra l’impossibilità dei primi ed il fastidio dei secondi sia quest’ultimo a dover cedere. Ed infatti equilibrata e funzionale ai principi costituzionali  della tutela della salute e della funzione della società deve dirsi la scelta operata dai giudici di merito di privilegiare la tutela invocata dai condomini disabili, poiché è stato rimosso un grave ostacolo alla fruizione di un bene primario della vita, come quello dell’abitazione, a vantaggio di persone versanti in condizione di minorazione fisica. Ecco quindi la facoltà riconosciuta agli stessi di apportare , a proprie spese, ogni modifica alla cosa comune, sostanzialmente e nel complesso migliorativa, in quanto suscettibile di utilizzazione anche da parte degli altri condomini.

 
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