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Malasanità, lo spot che indigna i medici, e non solo

Casi Giudiziari

“Alza la voce se sei vittima di malasanità. Hai tempo 10 anni per chiedere il risarcimento”. È lo spot che va in onda su tutte le reti TV e che ha acceso gli animi dei medici, e non solo. Per la verità, ad ascoltarlo tutto sembra proprio che ciò che viene pubblicizzato non sia tanto la denuncia, l’indignazione o l’ira per il torto subito, bensì altra merce: il denaro. Il messaggio è davvero allettante: se la causa contro il medico non si vince, il malato – o il parente, nel caso di passaggio a miglior vita – deluso e furente non paga l’avvocato che ha portato avanti la causa. Insomma, soddisfatti o rimborsati. Dopo tutto è la legge dei grandi numeri che lo permette: butta la rete nel gran mare della sanità e qualche pesce marcio viene fuori di sicuro. E così il messaggio pubblicitario trasforma inesorabilmente il paziente in cliente. Del resto è aspettativa diffusa che la guarigione sia una merce di cui il medico deve  disporre nel suo magazzino e fornire, sempre e comunque, dietro richiesta. Se non c’è guarigione, se il cliente non la ottiene è perché il medico l’ha negata, per negligenza, incompetenza, comunque per colpa. Certo,  di medici indifferenti e svogliati, praticoni ed impreparati ce ne sono, purtroppo anche tanti. Ma non possono essere confusi con quelli che qualche volta sbagliano, tanto meno con quelli che non sempre ti guariscono e qualche volta non ce la fanno a tenerti in vita. Confonderli e mischiarli sembra proprio il rischio voluto di quello spot.

È innegabile che ad alzare la voce contro la malasanità sono già da tempo in tanti, tantissimi. Spesso giustamente, ma qualche buona volta a sproposito. Allora istigare i cittadini  a trovare l’errore ad ogni costo invitandoli al linciaggio non sembra davvero la soluzione più opportuna, sicuramente non la più onesta, certamente non quella da preferire ad un’oculata e ponderata valutazione circa le conseguenze di una diatriba giudiziaria, i cui costi costituiscono un valido deterrente contro temerarie richieste risarcitorie.

 

 
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