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Comitato per Bianzino: "Abbiamo fiducia e attendiamo la verità"

Cronaca

Una decina di manifestanti hanno organizzato un sit in di protesta davanti alla sede del Tribunale di Perugia in occasione dell'udienza del Processo per la morte di Aldo Bianzino, trovato morto in una cella del carcere di Capanne il 14 ottobre del 2007, due giorni dopo la data del suo arresto avvenuto perché nella sua abitazione erano state trovate alcune piante di mariuana. La Procura di Perugia per queste morte, che sembra avvolta nel mistero, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di un agente della Polizia Penitenziaria addetto alla sorveglianza presso la sezione 2° B, dove Bianzino fu trovato senza vita. L'agente è imputato di aver omesso di informare il sanitario di guardia a seguito di una richiesta di soccorso di Bianzino, di non aver prestato soccorso lui stesso e di aver cercato di nascondere quanto realmente accaduto quella notte falsificando il registro di accesso alla sezione del carcere. Il processo in primo grado è cominciato nel febbraio scorso e in ogni udienza i membri del Comitato Pro-Aldo, la prima moglie di Bianzino, Gioia Toniolo e i figli del falegname di Pietralunga si ritrovano per manifestare e chiedere la 'Verità per Aldo'.  

Tra loro anche Rudra Bianzino nato dal legame tra il falegname e la compagna Roberta Radici, morta per cause naturali nel 2009, che nel processo si è costituito parte civile. Il sit in è stato organizzato sebbene l'udienza sia stata rimandata a causa dello sciopero degli avvocati penalisti che ha indotto la Corte al rinvio. Tutti i manifestanti si sono ritrovati davanti alla sede del Tribunale in Piazza Matteotti abbracciando uno striscione con su scritto 'Verità per Aldo. Lo Stato archivia noi no'. “Attendiamo la verità sulla morte di mio marito – ha affermato Gioia Toniolo – vogliamo che si sappia ciò che è successo quella notte in cella, ma soprattutto perché mio marito è morto e di che cosa è morto. Abbiamo fiducia e speriamo in meglio"

 

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