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Economia - Notizie dalla regione Umbria

Boom di turisti a Trevi: la soddisfazione del Borgo

Economia

Grande la soddisfazione dell'Assessore alla Promozione Turistica del Comune di Trevi, Stefania Moccoli, che vede proclamare il borgo umbro quale meta ambita per l'estate, dimostrato dal positivo andamento dei flussi di visitatori che lo sta tutt'ora interessando. Nonostante la crisi, durante tutto il 2014 l'affluenza turistica è stata molto buona ed i mesi in cui i visitatori hanno in numero maggiore frequentato la città, oltre che in aprile grazie all'evento di promozione turistica  "Pic&Nic a Trevi", sono stati proprio i mesi estivi di luglio ed agosto, attratti dalla bellezza dei luoghi, dal cammino francescano, dalla sinergia tra tutti gli attori del sistema che sta producendo nuove e incisive forme di promozione, oltre ai tanti eventi in programma proprio per la stagione estiva che questo anno è iniziata sin da luglio per terminare il 20 settembre e che ha visto in succedersi di tanti eventi culturali, musicali, teatrali. Così si esprime il Sindaco di Trevi Bernardino Sperandio: "Nei mesi estivi il centro storico di Trevi è stato visitato da molti viaggiatori, soprattutto stranieri, che hanno apprezzato le bellezze architettoniche e paesaggistiche di una città tutta da scoprire. La piazza del Comune, con il suo rinnovato aspetto, è diventata un luogo ideale di sosta ove apprezzare la cucina e i prodotti tipici del nostro territorio. Un nuovo trend che si deve, oltre all'azione dell'amministrazione, agli imprenditori del settore che con professionalità si dedicano al difficile mestiere dell'accoglienza. A loro un sincero ringraziamento".  

 

Davanti alla crisi, le imprenditrici umbre del terziario non si abbattono e vanno "al contrattacco"

Economia

Grande successo del corso "Donne & Governance", promosso da Terziario Donna Confcommercio della provincia di Perugia durante cui - si legge in una nota di Confcommercio - è perfettamente emerso che le imprenditrici umbre del terziario non si rassegnano alla crisi e passano al contrattacco, investendo prima di tutto nella loro crescita professionale, a cui aggiungono grinta  da vendere, grande consapevolezza dei propri mezzi  e nessuna sudditanza psicologica rispetto ai colleghi maschi. E' il confortante "spaccato" del mondo imprenditoriale femminile emerso in occasione del corso di aggiornamento di due giorni promosso dal sindacato Terziario Donna della Confcommercio della provincia di Perugia, dedicato ai tema "Donne & Governance. Dalla leadership al successo aziendale" e riservato ad imprenditrici associate all’organizzazione. Sotto la guida del docente e trainer Lino Barbasso, le corsiste hanno approfondito i temi della leadership, del public speaking, della vendita creativa. La spinta ad investire due giorni nella propria formazione è per tutte quella di acquisire nuovi strumenti per affrontare i tanti cambiamenti in atto e reagire al  momento di enorme difficoltà economica. "L'angoscia per la crisi c'è – dice Monica, giovane agente immobiliare – figuriamoci poi nel mio settore, ma io sono qui per combatterla". Lorella, titolare di un negozio di intimo e abbigliamento: "Noi donne abbiamo tutte le caratteristiche per fare impresa al meglio. Ho frequentato questo corso perché mi consente di approfondire temi che in parte già conoscevo. Ora la sfida è mettere in pratica queste metodologie, sicuramente efficaci per migliorare la gestione della nostra attività".  Rosella, un negozio di abiti da sposa, ha colto al volo l'occasione  perché "sono momenti di crescita che aiutano a rimettersi al passo con i tempi", mentre Francesca, operatrice turistica e presidente dell'Associazione Turistica del Monte Cucco, ha voluto approfondire aspetti, come il public speaking, particolarmente funzionali alla sua attività. Ancora, Rita, agente di commercio, sia pure non lontana dalla pensione, è convinta "che c'è sempre da migliorare e da imparare, e inoltre questa è una occasione di confronto con altre imprenditrici come me". Di maggiori difficoltà o "discriminazioni" nei confronti dell'imprenditoria maschile, le imprenditrici umbre quasi non vogliono sentir parlare, anche se ci sono aspetti, in primis l'accesso al credito, in cui per loro è tutto più difficile: per le donne i tempi di risposta si allungano, si chiedono garanzie maggiori, costi di commissioni e interessi sono più alti. "Certo, essere donna - dice sempre Francesca - non è facile a tutti i livelli, e certi clienti si comportano diversamente se hanno di fronte interlocutori femminili o maschili", ma Claudia, agente di commercio come la madre Rita, non ha dubbi: "Non ho trovato nessuna difficoltà nel fare il mio lavoro legata all'essere donna, anche se opero in un ambito prettamente maschile, anzi spesso riscontro una attenzione maggiore".  Patrizia, che dirige un laboratorio di analisi, parla addirittura dell'orgoglio di essere imprenditrice, e Roberta, un ruolo di responsabilità  in una importante azienda familiare che opera nel settore della gastronomia industriale, spiega la sua presenza al corso con la volontà di investire nella propria crescita  imprenditoriale, soprattutto in considerazione del cambiamento in atto, perché "è bene essere all'avanguardia e non fermarsi mai". Insomma, su questo universo di donne imprenditrici l'Umbria sembra proprio che possa scommettere per  volontà di reazione e di mettersi al passo con il nuovo che avanza. "Per quanto fortemente colpite dalla crisi - sottolinea Nela Turkovic, Presidente Terziario Donna Confcommercio della provincia di Perugia - le donne non solo hanno mostrato negli ultimi anni una capacità di resistenza maggiore rispetto agli uomini, limitando gli effetti negativi sul sistema imprenditoriale, ma si dimostrano anche più in grado di intercettare gli spazi di innovazione, di cambiamento e di crescita offerti dal terziario, facendo della crisi un'occasione per rimettersi in gioco e trasformarla in una vera e propria opportunità. L'entusiasmo con cui hanno partecipato al corso  ne è una prova". 

L'imprenditoria femminile in Umbria: della grinta mostrata dalle imprenditrici umbre del terziario l'Umbria ha davvero bisogno per avere una speranza di ripresa, se si considerano da un lato l'indagine congiunturale Unioncamere relativa al II trimestre 2014, che testimonia un quadro economico in grande difficoltà per la nostra regione, dall'altro il "peso" che l'imprenditoria femminile ha in Umbria: a fine 2013  operavano nella regione  26.973 imprese con donne titolari, il 33,4% del totale, la percentuale più alta in Italia dopo il Molise. In provincia di Perugia sono 16.781, con un incremento rispetto al 2009 di circa 150 unità. E nella classifica delle province con la più alta presenza di donne imprenditrici, Terni è al settimo posto. Il terziario femminile si conferma il settore più virtuoso: rimane praticamente invariata la quota di donne imprenditrici dal 2009 ad oggi (-0,3% contro il -10,7% dell’agricoltura e il -9,5% dell’industria) e cresce il suo peso sul totale dell'economia passando dal 66,6% al 69%. Alloggio e ristorazione e servizi alla persona sono i settori in cui si consolida l'iniziativa delle donne imprenditrici, che aumentano la loro presenza anche in settori tradizionalmente maschili come le attività immobiliari (+7,2%) e quelle finanziarie e assicurative (+4,3%). Negli anni della crisi (dal 2010 ad oggi), il terziario è il settore preferito dalle donne per l'avvio di nuove attività: nel secondo trimestre 2014, le nuove iscritte "femminili" in provincia di Perugia sono il 30% del totale, anche se in calo del 4,3% allo stesso periodo del 2013. Le nuove iscritte "femminili" si distribuiscono in modo prevalente nel commercio (31% delle imprese classificate); seguono l’agricoltura e il turismo con valori attorno al 15%.
 

Trasporto pubblico per gli studenti: le nuove tariffe

Economia

Presentato il pacchetto di agevolazioni tariffarie sul trasporto pubblico per gli studenti universitari. Dopo anni di battaglie - si legge in una nota dell'UDU -, condotte sul territorio e negli organi dell'Ateneo, volte a migliorare la qualità del servizio di trasporto pubblico locale rendendolo accessibile ed a misura di studente, accogliamo con grande soddisfazione la concretizzazione di un'altra proposta presente nel nostro programma elettorale: l'equiparazione del costo dell'abbonamento universitario a quello scolastico. L'abbonamento annuale universitario urbano per gli iscritti a tutte le sedi dell'Ateneo si riduce di 100 Euro, mentre l'extraurbano viene ridotto da 100 a 266 Euro in base alla fascia chilometrica. Le novità introdotte nella nuova campagna abbonamenti di Umbria Mobilità, già in vigore dal 1 settembre, comprendono anche la possibilità di rateizzare il pagamento dell'abbonamento annuale (fino al 30 Settembre) per gli importi superiori a 400 euro. Inoltre sarà firmata a breve una convenzione tra UniPg e Sulga con cui saranno introdotte agevolazioni per il trasporto interregionale degli studenti fuorisede e delle loro famiglie. Le misure introdotte costituiscono un segnale molto positivo, che grazie al lavoro della buona rappresentanza sta tracciando il percorso di una Regione che mette al centro delle proprie politiche gli Istituti di formazione e gli studenti, principali motori economici e culturali del territorio, impegnandosi a garantire dei servizi accessibili e di qualità per rafforzare il proprio sistema di welfare studentesco, e dunque per aumentare la propria attrattività. Prima della pausa estiva era già entrata in vigore l'agevolazione economica per l'acquisto del biglietto unico da dieci corse per il trasporto urbano a Perugia, passato da un costo di 15 euro a quello dedicato agli iscritti all'Unipg di 9,03 euro, e per l'anno accademico appena iniziato saranno presenti tutte le ulteriori agevolazioni sopraelencate. 

Tanto è stato fatto in quest'anno grazie al dialogo con l'Amministrazione Universitaria e con le Istituzioni locali sul fronte della mobilità studentesca, ma tanto c'è ancora da fare, soprattutto per quanto riguarda la mobilità notturna, praticamente inesistente a Perugia. In questa direzione va la nostra proposta, inclusa e approvata in un Odg dal Consiglio Comunale di Perugia, di introdurre due navette notturne che colleghino il centro storico con le residenze universitarie periferiche.
 
Sinistra Universitaria-UdU Perugia
 

Eurospar di Magione: saltato acquisto Bussolini. L'amarezza di Chiodini

Economia

"Amarezza e preoccupazione per il mancato accordo per l'acquisto del supermercato Eurospar di Magione tra il gruppo aretino 2G e Bussolini Distribuzione: l'arrivo a Bacanella di uno dei marchi storici più apprezzati e riconosciuti dell'imprenditoria locale del Trasimeno avrebbe garantito una transizione indolore ed un progetto commerciale di alto profilo. Ai lavoratori del negozio, chiuso al pubblico pochi giorni fa, la solidarietà dell'amministrazione comunale e la promessa di proseguire, assieme ai sindacati dei lavoratori, con azioni che possano favorire una soluzione positiva della vertenza". Così Giacomo Chiodini, Sindaco di Magione, ha commentato il mancato passaggio di proprietà del supermercato Eurospar di Magione tra la 2G di Arezzo e la Bussolini Distribuzione, marchio presente con diversi punti vendita nel territorio di Corciano, Magione, Panicale, Perugia e Castiglione del Lago. La struttura di Bacanella è uno dei diversi punti vendita oggetto di vertenza dopo i problemi incontrati dal gruppo Eurospar nell'area del centro Italia. "L'offerta di Bussolini - aggiunge il Primo Cittadino - era di sicura qualità, sia da un punto di economico nei confronti della proprietà uscente, sia rispetto ai dipendenti del negozio di Magione con cui il titolare Marco Bussolini aveva già avuto incontri preliminari. Alle catene della grande distribuzione chiediamo ora un'assunzione di responsabilità concreta di fronte ad un negozio che, dalla sua inaugurazione nel 1994 sotto il marchio Intermarche, ha sempre rappresentato un punto di riferimento per la spesa non solo dei magionesi, ma di tutti i fruitori della strada regionale 75bis del Trasimeno". Per Eurospar di Bacanella di Magione sono comunque tuttora in corso trattative con diversi gruppi della grande distribuzione italiana.

(nella foto l'incontro tra Sindaco e lavoratori Eurospar di Magione, Assisi e Castiglione del Lago nella sala del consiglio comunale di Magione)
 

Lo sceicco del Qatar spalanca le porte al Bel Paese e alle aziende italiane

Economia

Lo Sceicco del Qatar (uno dei paesi più dinamici al mondo che, negli ultimi anni, sta registrando una vertiginosa crescita economica), Ali Bin Thamer al Thani e la sua grande passione per l'Italia daranno la possibilità a molte aziende del Bel Paese di agganciare l'opportunità di inserirsi in uno dei mercati più ricchi del mondo. E' oramai alle porte - si legge in una nota della Provincia di Perugia - la possibilità concreta di internazionalizzazione con "Brand Italy" la più grande esposizione di prodotti italiani realizzata in Medio Oriente in programma a Doha dal 10 al 12 novembre al Qatar National Convention Centre. Nella mattinata di ieri, 4 settembre, in Provincia di Perugia, l'Assessore provinciale Roberto Bertini è stato promotore di questa giornata di approfondimento, che fa seguito a quello avvenuto qualche settimana fa, con rappresentanti della famiglia reale promotori del progetto di internazionalizzazione, Piero Calderaio e Mara Noto e imprenditori nei settori maggiormente richiesti come il design, il food, moda, edilizia e green economy. "Noi come istituzione abbiamo ritenuto opportuno guardare verso altri territori e sappiamo che il Qatar è molto ambito ed offre svariate opportunità". Il Qatar è un emirato del Medio Oriente situato in una piccola penisola della ben più grande penisola arabica, confina a sud con l'Arabia Saudita ed è circondato dal Golfo Persico. E' un territorio che sta conoscendo una crescita esponenziale in molti settori, conta una popolazione di poco meno di un milione di abitanti ponendosi al primo posto al mondo in rapporto al PIL ed è il maggiore esportatore di petrolio e metano di cui il nostro paese è il primo importatore e in base a una legge patarina il 60% dei ricavi delle vendite di materie prime deve essere reinvestito in infrastrutture. Ed è qui che si inserisce lo spazio e l'opportunità per le imprese italiane. Si pensi che si sta realizzando un'intera città con 230 mila nuove unità abitative di lusso per un valore non inferiore ai 2 o 3 milioni di euro ciascuna. Ancora, sono in previsione 100 impianti sportivi per un valore di circa 5 milioni di euro ciascuno, 700 nuovo alberghi delle 4 o 5 stelle. Si stanno realizzando un aeroporto nuovo, un porto, strade, fognature. Sono previsti forti incentivi per le imprese italiane che decidessero di stabilirsi in Qatar. A tutto ciò si aggiunge che proiettato verso il 2022, anno in cui ospiterà i Mondiali di calcio, il Qatar sta portando avanti numerosi progetti posizionandosi come uno dei paesi più all'avanguardia del mondo. 

 
         
 

Efficienza energetica: nuovo target da includere nel pacchetto clima-energia 2030

Economia

Nuove possibilità per le imprese europee, un costo accettabile delle bollette per i consumatori, maggiore sicurezza dell'approvvigionamento energetico ed effetti positivi sull'ambiente: questi i temi centrali nel dibattito politico internazionale sull'efficienza energetica a cui ormai da anni Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della White Economy e della sostenibilità ambientale, dedica grande attenzione, cercando di individuare la chiave di volta per sbloccare il grande potenziale nascosto dell'Italia e valorizzare l'efficienza energetica come opportunità di business. E proprio su questi temi lavora la Commissione europea, che ha recentemente presentato un nuovo target da includere nel pacchetto clima-energia 2030: raggiungere un risparmio energetico del 30%. "Cinque punti percentuali più di quanto inizialmente proposto nella bozza del pacchetto clima-energia, ma basterebbe il 25% di risparmio energetico per centrare l'obiettivo di una riduzione del 40% delle emissioni di CO2 entro il 2030" commentano gli esperti di Avvenia. Secondo Avvenia, sarebbe invece fondamentale incentivare maggiormente ulteriori investimenti in tecnologie per il risparmio energetico a vantaggio delle imprese, dei consumatori e dell'ambiente, rispettando il target dell'Ue al 2020. Ma l'Unione Europea sta mancando questo obiettivo: le stime prevedono una riduzione dei consumi del 17% contro il 20% previsto. 

 
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