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Economia - Notizie dalla regione Umbria

A breve i saldi: Ugl "Bene ma servono misure serie per il sostegno al reddito"

Economia

"I saldi sono un'ottima occasione per portare ossigeno al comparto del commercio in Umbria, ma servono urgentemente misure serie ed efficaci di contrasto alla crisi e di sostegno alle famiglie". L'Ugl Umbria interviene così sull'avvio dei saldi estivi del 2014, in calendario per questo sabato (5 luglio) per 60 giorni di durata. "La vendita a prezzi scontati è solo un palliativo al difficilissimo momento che stiamo vivendo. Serve una cura, una cura strutturale per rilanciare l'economia. Le Istituzioni devono mettere mano agli incentivi alle famiglie, al sostegno al reddito e al mondo del lavoro. Solo creando maggiore occupazione – prosegue il sindacato – si potranno porre le basi per la ripresa dei consumi. Il calo registrato nei primi mesi di questo 2014 è preoccupante. Non parliamo di ristagno dell'economia, ma di una vera crisi. La cura di cui necessita l'Umbria come tutta l'Italia non può più essere rimandata. Se non riempiamo i portafogli dei cittadini – conclude il sindacato – non ci sarà alcun futuro per il comparto del commercio né per altro".

 

Montone: un comune "Green" a 360 gradi

Economia

Il Comune di Montone ha scelto di impiegare energia elettrica verde per gli Edifici Comunali e gli impianti di Illuminazione Pubblica, evitando l'immissione in atmosfera di gas climalteranti.
 Un'azione concreta per la quale l'Ente ha ottenuto la certificazione che attesta la provenienza da fonti rinnovabili del 100% del proprio fabbisogno elettrico ai sensi della Deliberazione dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas – ARG/elt 104/11. 
L'adesione del Comune al Consorzio per l'energia CEV, Montone ha evitato di immettere in atmosfera 950,76 t di CO2 calcolate sulla base dei consumi annuali dell'Ente. Inoltre, insieme agli altri 1150 Enti Soci del Consorzio CEV (fra cui 1000 Comuni), il borgo ha contribuito a risparmiare oltre 2.625.630,94 t di CO2 con il solo acquisto dell'energia elettrica. Scegliendo il Consorzio CEV, Montone ha realizzato una best practice che può essere imitata anche dalle aziende del territorio che, alle medesime condizioni riservate all'Ente, possono acquistare energia verde. L'obiettivo 20-20-20, dunque, si fa sempre più concreto per il settore municipale del Comune, che con le azioni intraprese garantisce importanti risparmi, contribuendo ad abbattere i costi d'acquisto dell'energia e rispettando i principi di un sviluppo sostenibile che riguarda l'ottimizzazione delle risorse economiche oltre che delle risorse energetiche. 
 

Vicenda Isrim: mozione di De Sio e intervento di Vincenzo Riommi

Economia

"La Regione sta seguendo quotidianamente da tempo la vicenda Isrim. Il prossimo venerdì 4 luglio abbiamo programmato una riunione tra i soci rimasti (Sviluppumbria, Provincia e Comune di Terni) con i commissari per mettere in campo un disperato tentativo di trovare un soggetto economico privato interessato, al quale il sistema istituzionale dovrà garantire il suo supporto. Il tutto in considerazione che per l'11 luglio è prevista l'eventuale dichiarazione di fallimento". Queste le parole dell'Assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi su una mozione di Alfredo De Sio (Fratelli d'Italia), inserita con voto unanime all'ordine del giorno della seduta odierna dell'Assemblea legislativa, circa il futuro dell'Isrim (Istituto di ricerca sui materiali speciali) di Terni e dei suoi 32 dipendenti. Vicenda per la quale nello scorso mese di dicembre 2013 l'Aula di Palazzo Cesaroni aveva impegnato l'Esecutivo di Palazzo Donini a trovare adeguate soluzioni per la salvaguardia dell'azienda e delle professionalità lavorative interne. A De Sio, che ha sottolineato come questo problema rappresenti una vicenda che si protrae da molti anni probabilmente anche "a causa di scelte politiche" e che ad oggi "non c'è nessuna prospettiva, neanche residuale, una proposta per trovare una soluzione soprattutto per dare concreta qualche certezza ai lavoratori" Riommi ha ricordato che "la Società, fino a due anni fa è stata controllata, gestita ed amministrata per da soggetti prevalentemente privati con Regione (attraverso Sviluppumbria), Provincia e Comune di Terni che avevano quote minoritarie. Sviluppumbria – ha aggiunto Riommi, da due anni è ritornata in possesso delle quote originarie perché il soggetto privato "si era dimenticato di pagarle". Abbiamo quindi ritrovato un'azienda distrutta nei presupposti con vicende di carattere giudiziario e fiscale che tutti conosciamo, rispetto alle quali l'Amministrazione regionale ha sempre tenuto fermo il principio della linearità e della trasparenza. La Regione si è sempre impegnata e lo sta facendo tutt'ora a difendere una realtà importante per l'Umbria e che si trova in queste condizioni per effetto di vicende estranee, un impegno profuso per garantire correttamente anche la qualità e la dimensione del lavoro di alto profilo presente all'interno dell'azienda. Le professionalità di Isrim sono indispensabili per l'area perché rappresentano un elemento di qualificazione dell'intero tessuto produttivo. Il progetto originario dell'Isrim teneva dentro servizi privati e offerta pubblica di servizi per l'innovazione e la ricerca. Negli ultimi mesi, di fronte ormai all'irrevocabilità degli atti e della situazione, i soci (Regione, Provincia e Comune di Terni) hanno dato mandato di gestire la liquidazione in modo da poter individuare una strada utile a dare continuità e una possibile riqualificazione al progetto originario di Isrim. Da qui sono arrivate due proposte: la prima non particolarmente strutturata; l'altra era di un soggetto privato che manifestava la volontà di acquisire la società e
tirarla fuori dalla liquidazione. Un percorso serio, quanto di meglio si poteva sperare perché il soggetto si dichiarava disponibile a investire dentro Isrim. Poi però, di fronte alle tante attività di indagine riferite ovviamente alla vecchia gestione, comprensibilmente il soggetto interessato ha fatto un passo indietro. Il prossimo venerdì 4 luglio abbiamo programmato un incontro operativo in Regione, insieme ai soci rimasti, Provincia e Comune di Terni con i commissari. Il nostro obiettivo è quello di mettere in campo, da qui all'11 luglio, un disperato tentativo di trovare un soggetto economico privato interessato, al quale il sistema istituzionale dovrà garantire il suo supporto". 
 

Fondazione Carifol: un bando per reagire alla crisi economica e sociale

Economia

In una fase di profonda crisi economica e sociale, rispetto alla quale i "soggetti deboli" rischiano di subirne ancor di più i contraccolpi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno potenzia la sua azione d'intervento sul territorio, attraverso un bando che mette a disposizione ingenti risorse volte a contrastare le criticità emergenti. Oltre alle risorse già previste in ambito assistenziale, che verranno comunque mantenute,  la Fondazione Carifol mette a disposizione del territorio 200mila euro, da destinare interamente ai settori del volontariato, della beneficenza e della filantropia. Un'opportunità per tutte le realtà del terzo settore che potranno presentare progetti nei diversi ambiti. Il bando si rivolge infatti ad associazioni di volontariato, cooperative sociali, ed altre realtà no profit operanti nel comprensorio folignate e costituite da almeno tre anni. L'attenzione si è concentrata nel campo della disabilità, ove saranno finanziati attività ludico ricreative e interventi per l'inclusione sociale e lavorativa, volte al miglioramento della qualità della vita di persone disabili e con disagi psichici. Grande sensibilità è stata riservata anche per il disagio giovanile, con sostegno di quei progetti volti al sostegno e alla tutela di minori e giovani a rischio emarginazione sociale e dispersione scolastica; iniziative che sappiano supportare i genitori nella gestione di situazioni familiari problematiche. La Fondazione Carifol punta anche a combattere le nuove povertà e a sostenere progetti che contrastino il disagio socio-economico e l'emergenza abitativa ed alimentare. Altro settore strategico individuato da Palazzo Cattani è quello dei servizi alla persona, indirizzando fondi verso attività prevalentemente innovative di sostegno e promozione sociale per anziani e soggetti socialmente fragili, con l’obiettivo di migliorarne la qualità di vita. "La nostra scelta è basata su di un concetto chiaro, si dice sempre che mancano le risorse, ebbene – tiene a sottolineare il presidente Alberto Cianetti (nella foto) – questa volta le mettiamo a disposizione noi e sono anche particolarmente consistenti, ora sta a chi opera in questo campo metterci le idee. La nostra scelta sarà indirizzata verso quei progetti che riusciranno a vedere coinvolte insieme più realtà – ha precisato – e che abbiano una prosecuzione ed un'evoluzione nel tempo, la continuità è infatti fondamentale, anzi questo bando serve proprio ad evitare progetti a breve termine e di stretto respiro. 
In questo modo – conclude Cianetti – è la stessa Fondazione cassa di Risparmio di Foligno che, attraverso un apposito bando, si fa soggetto promotore, incentivando di fatto l’imprenditorialità sociale". I progetti dovranno pervenire, anche per via telematica, entro e non oltre venerdì 31 ottobre 2014. Per le informazioni su requisiti di ammissibilità e richieste di accesso al bando, consultare il sito ufficiale: www.fondazionecarifol.it
 

Ass. annuale Confcommercio: Mencaroni "Le imprese hanno bisogno di certezze e non di proclami"

Economia

Si è tenuta l'annuale assemblea della Confcommercio della provincia di Perugia Reti d'impresa, innovazione, internazionalizzazione le vie maestre per affrontare il futuro.
 "Se l'Italia, nel suo complesso, impiegherà circa undici anni per recuperare la crisi, l'Umbria dovrà aspettarne addirittura sedici perché i consumi pro-capite tornino ai valori del 2007. 
Quanto al Pil pro capite, per tornare ai valori pre crisi del 2007 saranno necessari in Umbria oltre diciassette anni, contro gli undici della media nazionale". E' partita ricordando questo scenario a dir poco pesante la relazione del Presidente Mencaroni in occasione della annuale assemblea della Confcommercio della provincia di Perugia, e con i dati relativi agli effetti della crisi sulle imprese del terziario: in Umbria, nel corso del 2013, hanno chiuso 812 aziende, 491 nel commercio, 178 tra alberghi e ristoranti, 143 nei servizi. "Una situazione economica e sociale di eccezionale emergenza – ha detto Mencaroni – che richiede al Governo Renzi chiarezza sul quadro delle riforme, sulla loro reale portata ed efficacia, e alle Istituzioni locali segni di discontinuità rispetto al passato e il coraggio di  scelte di forte impatto. Al di là dei proclami e delle iniziative "ad effetto", pur apprezzabili negli intenti – ha aggiunto – ad oggi le nostre imprese continuano a subire una persistente e drammatica stagnazione dei consumi, una pressione fiscale incompatibile con la ripresa e mille altri freni che non consentono loro di ripartire.  Il nodo della tassazione resta  centrale: lo stesso ministro Padoan lo ha ammesso qualche giorno fa, ma occorre passare con urgenza dalle parole ai fatti. Per ora, invece, le cose sono diventate solo più complicate e il peso economico dei vari balzelli sempre più pesante. Le nostre aziende, ad esempio, si trovano ora a pagare anche una percentuale sul monte salari per  finanziare la cassa integrazione". 
Gli imprenditori del terziario chiedono risposte concrete a chi  governa anche in ambito locale, e di superare quei limiti  che gli elettori hanno dimostrato di non tollerare più: autoreferenzialità, scarso ascolto, pregiudizi duri a scalfire. Mencaroni ha portato alcuni esempi: "Oggi tutti si sono accorti che se muoiono i centri storici muoiono le città, ma quando lo dicevamo noi ci accusavano di essere corporativi. E voglio citare anche le nostre battaglie per avere regole uguali per tutti, o contro l’abusivismo. Tutti d'accordo in teoria, ma poche azioni concrete e risolutive". Se le Istituzioni sono chiamate a cambiare passo, Mencaroni non ha fatto sconti neppure alla sua associazione e alla rappresentanza di impresa in genere: "Confcommercio – ha evidenziato – è impegnata in un lavoro di razionalizzazione interna  imposto dai tempi, dalla crisi generalizzata della rappresentanza, dalle esigenze delle imprese". E in questa forte urgenza di rinnovamento il presidente provinciale Confcommercio Perugia ha "lanciato il cuore oltre l'ostacolo": "Credo sia necessario  non solo collaborare sempre più tra le diverse organizzazioni di categoria, specie nelle funzioni, nei servizi, nei progetti che ci accomunano, cosa che peraltro già in buona parte si fa, ma addirittura cominciare a ragionare in un'ottica interassociativa". Insomma, nessuno può sottrarsi, secondo Mencaroni, alla necessità di cambiare, neppure le imprese, per le quali ha indicato alcune strade maestre per uscire dall'empasse: le reti d'impresa. "Invito sempre più gli imprenditori, anche di settori diversi, a fare sistema, perché  nelle reti si possono trovare migliori possibilità di sviluppo e realizzare un più alto livello di competitività – l'approccio ai mercati esteri, sotto  varie forme – perché i consumi del territorio non soddisfano più le esigenze delle nostre imprese – le opportunità offerte dal digitale – le nuove tecnologie servono a crescere, fidelizzare i clienti, aprirsi a nuovi mercati". 

                                                                                                                                                                                                         

 

Riduzione bollette PMI: il commento di Gauzzi

Economia

"Il provvedimento annunciato dal Presidente del Consiglio nei giorni scorsi va finalmente nella direzione giusta per ridurre il costo delle bollette elettriche delle piccole imprese". Questo il commento di Stelvio Gauzzi, segretario di Confartigianato Imprese Perugia, che giudica le misure adottate dal Governo per ridurre i costi energetici delle imprese. "Il ministro Guidi – sottolinea Gauzzi – ha recepito le proposte di Confartigianato circa l'abbassamento della soglia degli utenti elettrici da 55 chilowatt a 16,5 chilowatt di potenza per consentire ad oltre 400mila utenze in più e all’81 per cento dell'artigianato manifatturiero con dipendenti di usufruire degli sconti in bolletta. Per la prima volta da molti anni si tratta di un intervento rivolto alle piccole imprese con la volontà di tagliare agevolazioni fortemente inique, evitando il cumulo con le agevolazioni precedenti, come quelle dedicate alle imprese energivore. Attendiamo quindi le ulteriori misure relative alla riduzione dell'interrompibilità e dei sussidi incrociati non contenute nel provvedimento che sono attualmente allo studio dei tecnici ministeriali".

 
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