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Conferenza Regioni: Federalismo fiscale

L'Analisi

Si è tenuta quest’oggi la Conferenza delle Regioni; gli argomenti all'ordine del giorno sono stati numerosi tra i quali una serie di temi istituzionali (riforma delle Conferenze, Codice degli Enti locali, Carta delle autonomie locali, documento relativo all'ipotesi di riforma della seconda parte della Costituzione) oltre alla questione, riguardante gli investimenti in sanità, della copertura degli ammortamenti “non sterilizzati” al tavolo di verifica degli adempimenti regionali. Il tema più importante dal punto di vista politico, tuttavia, riguarda i contenuti del decreto legislativo sul federalismo fiscale regionale e i costi standard in sanità. Il presiedente, Vasco Errani, al termine della Conferenza ha sostenuto che il Governo ha rispettato i punti dell’accordo del 16 dicembre, adottando un comportamento logico e coerente. In sostanza spiega Errani che sono stati riconosciuti i 425 milioni di euro aggiuntivi per coprire i tagli al Trasporto Pubblico Locale, risorse da considerarsi fuori dal Patto di Stabilità e quindi spendibili. Inoltre sono stati accolti e finiranno poi nel testo relativo al federalismo fiscale regionale una serie di importanti emendamenti, relativi ai fondi di perequazione, alla manovrabilità dell’addizionale IRPEF, che non dovrà comportare aggravio fiscale e che dovrà partire dal 2013, ai meccanismi di garanzia della copertura finanziaria a fronte di minori gettiti. 

Sempre il Presidente specifica che è stato dato il via sugli ammortizzatori sociali in deroga per gli anni 2011-2012; atto, questo, sarà firmato a breve con il Governo. Tutte queste importanti scelte potranno far sì che non vengano aumentate le tasse ai cittadini e si giunga alla migliore attuazione possibile del federalismo fiscale. Intanto, in tema di federalismo, oggi sono stati presentati i dati della Cgia di Mestre che ha effettuato una proiezione calcolando la differenza tra le imposte che saranno lasciate ai Comuni, ed i trasferimenti statali che invece saranno soppressi. Sommando gli effetti dei decreti sul federalismo municipale e regionale è emerso che le autonomie territoriali dell'Umbria registrerebbero un -78 pro capite. “Un risultato - sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - però molto parziale visto che con l'istituzione degli specifici Fondi perequativi, così come previsto dai decreti sul federalismo municipale e regionale, una parte delle disparità territoriali dovrà essere eliminata''.

 

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