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Recensione di Libri scelti per voi

A Spoleto, un viaggio nelle "favole da marciapiede" di Luis Gabriel Santiago

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Al via venerdì 29 agosto, alle ore 17.30, presso la Sala Conferenze di Palazzo Mauri a Spoleto, la presentazione del libro di Luis Gabriel Santiago "Lupanare: favole da marciapiede". All'appuntamento interverranno, insieme all'autore, Gianni Quaranta, Assessore alla Cultura, Massimo Pamino, l'editore e Giorgio Flamini, architetto. Per l'occasione, l'attrice Corinna Lo Castro leggerà alcuni brani tratti dal volume. L'argomento trattato è adatto ad un pubblico adulto. 

 
"Lupanare: favole da marciapiede" Per la strada, in automobile, all'interno delle camere a ore, prostitute e clienti dialogano tra loro e si confessano senza vergogna. Si tratta di storie più o meno brevi, vere e proprie favole da marciapiede che hanno come sfondo il più antico, banale e intimo crimine sociale della storia. Sono storie narrate spesso con una punta di divertimento e di ironia, in episodi minimali. Senza il timore di confondere i toni della commedia e della tragedia, il racconto della prostituzione avanza in una successione di drammaturgie, di aforismi, di scene e "scenette" notturne. In Lupanare è contenuto un frammento di "Animali e Bestie", spettacolo interpretato da Anna Proclemer nel 2009.
Luis Gabriel Santiago è autore e regista teatrale. A Spoleto è tra i Fondatori dell'Accademia Europea della Fanta Fantascienza, progetto al quale hanno collaborato numerosi artisti e intellettuali. I suoi testi (tra cui "I Malandroidi", "Marziano di Marte", "Un attimo di tregua", "Il vecchio è scappato") sono stati portati sul palcoscenico da Massimo Wertmuller, Daniele Formica, Simona Marchini, Arnoldo Foà. Su Rai Radio 3, sono andate in onda "Libera Vox", "Il Quadro di Buzzati" e "King Kong amore mio", opera lirica di Fabrizio de Rossi Re per cui Santiago ha curato regia e libretto.
 

"La Vergine e il Grifo": profumi e sapori di altri tempi nel libro di Sandra Cordon

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Si è svolta ieri, 23 agosto, all'interno della Scuola Fabretti, in Piazza del Drago (Perugia), la presentazione di "La Vergine e il Grifo" (Francesco Tozzuolo Editore), libro della giornalista canadese Sandra Cordon, presente in sala insieme alla traduttrice del volume, Lorella Marini, e a Marta Cucchia, responsabile dello storico Laboratorio di tessitura Brozzetti. Ed è proprio a questi tradizionali tessuti che la scrittrice si è ispirata: "Sono arrivata per la prima volta a Perugia sette anni fa - ha asserito la Cordon - e sono subito rimasta incantata dalla città, dalla sua arte, dai suoi grandi palazzi, dall'architettura e dalla sua storia". L'autrice continua spiegando che, ritornando in più riprese nel capoluogo umbro e rimanendone sempre più affascinata, le è balenata l'idea di scrivere un romanzo incentrato su alcuni momenti storici che l'avevano colpita. Da qui l'incontro con la tradizione e la scelta della trama: iscrittasi ad un corso presso il laboratorio Brozzetti si immerge in una di quelle arti tramandate di generazione in generazione, la tessitura. Nasce così Isabella, protagonista de "La Vergine e il Grifo", una ragazza di umili origini che lavora, appunto, quale tessitrice. Perché la scelta di questo ceto sociale? "Le donne ricche all'epoca del romanzo (1500) non erano libere, erano sotto stretta sorveglianza, mentre la donna "povera" aveva più libertà di movimento. Ecco perché ho pensato fosse più "facile" raccontare la storia di Perugia vista dagli occhi di una persona semplice". "Un altro personaggio femminile importante affianca Isabella - continua la scrittrice -: Letizia, altra donna ancor più "libera" in quanto vedova e guaritrice, in grado perciò di muoversi meglio per le vie della città. Sarà proprio lei a far scoprire gli angoli più segreti del capoluogo umbro alla giovane Isabella". Linguaggio fluido e ben comprensibile, alla portata di tutti, a volte con termini tradotti appositamente in maniera più "confidenziale", senza mai essere però scorretti, proprio per rendere più partecipe il lettore. Qui la Marini porta alcuni esempi tra cui l'utilizzo del termine "Gilda" piuttosto che "Arte" o "Corporazione" o l'uso di "Clan" che pare abbia portato un po' di sgomento tra alcuni lettori ma che vuol avvicinarsi al pubblico dando il senso di "famiglia estesa, non solo legata dal "sangue" ma anche dall'affetto e dalle vicissitudini". Alla presentazione ha fatto seguito la lettura di alcuni brani tratti dal volume. Lettura a cura dello speaker radiofonico Marco D'Amore che ha guidato i partecipanti all'interno di un viaggio in una Perugia d'altri tempi, che ha fatto rivivere loro e quasi percepire realmente profumi e sapori dimenticati lungo le strade descritte con un amore per la città che trapela, pagina dopo pagina, dalle parole della scrittrice canadese. 

 

Castiglione: domani la presentazione di "Polvere", il nuovo lavoro di Francesco Mastinu

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Si terrà domani, 22 agosto, alle ore 18.30 presso il Ristorante Cafe Noir di Castiglione del Lago, la presentazione del nuovo libro di Francesco Mastinu: "Polvere". Presenti accanto all'autore, alcune delegazioni delle associazioni LGBT, la Dottoressa. Lucia Magionami, psicologa e psicoterapeuta, specializzata in violenze familiari e rapporti di genere, il giornalista Fernando Jaramillo Estrada, del SMRTV Sistema Messicano Radio Televisivo e l'attore Mirko Revoyera che leggerà alcun brani del libro. "Polvere" racconta la tormentata storia d'amore tra Rino e Bustianu nella Sardegna degli anni cinquanta quando una storia d'amore tra due uomini era quasi impossibile: "Vorrei accarezzare ancora il tuo viso, poter soffiare via la polvere che si è annidata nei pochi ricordi che mi rimangono di te, ma la vita mi ha rubato anche il fiato". Ci sono dei ricordi che rimangono stampati in modo indelebile nel cuore, marchiandone a fuoco tutti i battiti - con questa certezza, il vecchio Rino parla di quell'amore che non ha mai dimenticato, neanche quando era tanto lontano da non riuscire a intravedere i confini dei suoi sentimenti. Al termine della presentazione, Mastinu si fermerà a cena con gli intervenuti. Per l'occasione verrà offerto un menù degustazione di piatti tipici umbri a 15 euro a persona. Per le prenotazioni (entro oggi, 21 agosto) tel. 393.7586731.

 

Dolore e passioni di Oriana Fallaci nel libro di Umberto Cecchi

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A otto anni dalla morte Oriana Fallaci non cessa di far parlare di sé. Il libro di Umberto Cecchi dedicato alla grande giornalista e scrittrice fiorentina, intitolato Oriana Fallaci "Cercami dov'è il dolore" edito da Mauro Pagliai, è stato infatti scelto tra i cinque finalisti del Premio Roma per la narrativa italiana, accanto alle opere di Elena Basile, Valerio Massimo Manfredi, Margaret Mazzantini e Chiara Valerio. Giunto alla sua Xv edizione, il prestigioso riconoscimento letterario, attribuito in passato anche alla Maraini e alla Mazzucco, sarà assegnato il prossimo 10 luglio nell'Aula Magna dell'Università "La Sapienza" di Roma, alla presenza di personalità del mondo culturale, economico e istituzionale. Umberto Cecchi, per anni inviato speciale in Asia e Africa per il quotidiano "La Nazione", di cui è stato Direttore responsabile e una delle firme più note, è autore di memorabili reportage e interviste ai grandi del mondo. Ha scritto una quindicina di opere ricevendo importanti riconoscimenti, è stato deputato al Parlamento e Presidente della Commissione politiche comunitarie. Nel suo libro, un lungo dialogo con la Fallaci, ripercorre il sodalizio che per quarant'anni lo ha legato alla collega fiorentina: ne ricostruisce la vita avventurosa, racconta episodi della sua vita inediti, svela lati sconosciuti del suo carattere. Privilegiando gli aspetti più intimi e privati, dà un ritratto toccante di una delle più grandi reporter del Novecento. Protagonista è dunque l'Oriana privata, lontana dai miti e dalle maschere delle vicende pubbliche. Che parla di dolore e di passioni, di piaceri per le piccole cose, di felicità mai raggiunta e di lutti sempre recuperati nella memoria, eppure ancora carichi di dolore. Che parla di vita e di morte, di guerra, pace, amori, illusioni, rabbie e tradimenti dell'esistenza, follie degli uomini, ansie e depressioni. Emerge il ritratto di una donna eccezionale, estremamente dura e sensibile, ricca di una grande forza interiore, raramente disponibile a rilassarsi, attratta dalla solitudine ma consapevole che non si può vivere soli. Una donna tenace, alla ricerca di se stessa e degli altri, una donna in realtà molto timida, che si rende antipatica per difendersi dall'ostilità del mondo e della vita. Presentazione di Franco Cardini. Testimonianze di Graziano Sarchielli e Elisabetta Galeffi. L'editore fiorentino Mauro Pagliai, già vincitore del Premio Roma nel 2008 con il romanzo Amaritudine di Massimo Griffo, commenta: "chissà che il miracolo non possa ripeters" riferendosi ai soliti luoghi comuni sull'assenza di piccole case editrici nei più importanti agoni letterari, "tanto più che quest'anno abbiamo un titolo finalista anche nella sezione Saggistica: Giovanni Spadolini. La questione ebraica e lo stato d'Israele di Valentino Baldacci". 

 

Umbrialibri: Il viaggio nel futuro di Marco Rufini

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Non solo conosciuto per la sua grande passione per Braccio Fortebraccio da Montone, cui ha anche dedicato un romanzo, ma anche per i suoi lavori di narrativa a sfondo storico, lo scrittore perugino Marco Rufini cambia tono e, pur raccontando ancora della sua terra, sceglie il genere del "viaggio nel futuro o futuribile" per raccontare Assisi, Monte Subasio, San Francesco, pace e guerra nel mondo: apocalittiche atmosfere di distruzione, che portano i protagonisti del suo ultimo libro, "Assisi 2060", verso la riscoperta delle tecniche e dell'arte della sopravvivenza. "Il messaggio di questo libro - asserisce Arnaldo Colasanti, critico letterario che ha presentato il volume nell'ambito di Umbrialibri 2014 insieme alla storica Gabriella Mecucci - è che, azzerate tutte le certezze, bisogna imparare o re-imparare a vivere". Suggerendo un parallelo del libro - si legge in una nota della Regione - con Fernando Savater, il filosofo autore di "Etica per un figlio", Colasanti ha sottolineato che "Assisi 2060" è un libro che si struttura, pagina dopo pagina, sui modi di "come imparare la vita", aggiungendo che il cuore del romanzo è, in filigrana, sempre San Francesco di Assisi, con la sua aspirazione di pace". Tre le voci narranti che si alternano in "Assisi 2060": Franz, Lena e Siro in un percorso di fuga da Subasio fino a Milano da un'esistenza "economicamente e socialmente collassato e dal terrorismo dei "Falchi di Allah", scandito da un ritmo forsennato di episodi continuamente cangianti e ricchi di colpi di scena". "Ho voluto cambiare - ha detto Marco Rufini in merito al cambio di genere - per sovvertire un cammino, cominciato con storie, memorie e tradizioni della mia terra". L'autore perugino ha definito "illuminante" il suo recente incontro con l'opera del grande scrittore americano Cormac McCarthy, che asserisce "mi ha aperto prospettive nuove".
 
 

Nel centenario dell’attentato di Sarajevo, Paolo Ciampi ci narra la storia di Ugo

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Una storia struggente e appassionante, un racconto della Grande Guerra vista con gli occhi di un giovane come tanti altri, un viaggio per trincee e campi di battaglia dall'Appennino al Monte Grappa. "Nel libro, figlio, tu vivrai" (pp. 208, euro 16), scritto da Paolo Ciampi con la collaborazione di Tania Maffei, è una storia e allo stesso tempo un album di fotografie d'epoca che ricostruiscono il mosaico di un'esistenza. Il volume, edito da Sarnus, esce in libreria nel centesimo anniversario dell'attentato di Sarajevo che diede inizio alla prima guerra mondiale. Ugo Marcangeli fu uno dei tanti giovani che all'inizio del 1918, a soli diciotto anni, andò al fronte. Purtroppo il 2 luglio dello stesso anno, quasi al termine della guerra, morì sui Colli alti del Grappa ucciso da una pallottola nemica. Il padre Domenico, nel tentativo di dare un senso a quella morte, trascorse molti anni a raccogliere materiale sul figlio, e per commemorarlo realizzò un libro in cui ne ricostruì la vita attraverso documenti, lettere, articoli di giornale e moltissime foto, in una lunga e dettagliata carrellata che va dal 1901 al 1918. Paolo Ciampi, giornalista e scrittore toscano da sempre attento a uomini e donne travolti dagli eventi della storia, indaga sulla vita e sul mistero di quel ragazzo del 1899, inseguendo le ricerche svolte da Tania Maffei, erede del ricordo di Ugo e di quel libro così speciale, che in autunno sarà esposto al MART di Rovereto in occasione del centenario della Grande Guerra. I due ci consegnano un affresco storico di grande impatto dove sembrano incontrarsi diverse anime: c'è uno scrittore di oggi che ridà voce al dolore e all'affetto di un padre, che a sua volta racconta il figlio come per riportarlo in vita. A Ugo Marcangeli bastarono pochi giorni in trincea per capire cos'è davvero la guerra, una guerra che lo portò via all'affetto dei familiari. Forse la sua storia aiuterà anche noi a comprendere un evento che ogni giorno ci sembra più lontano ma che cambiò il mondo in maniera indelebile.

 
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