“Notarelle” sulle Regione, il fondo sanitario e le risorse per la non autosufficienza
| Politica |
Fondo sanitario nazionale: in Umbria se parla poco. Ovvio, perché la proposta di riparto sul Fondo sanitario fatta dal Ministero è buona e ci consegna circa 13 milioni in più. In tutta Italia però si discute, ed è ovvio anche questo: le risorse per la sanità sono il cuore delle funzioni regionali. Il meccanismo è questo: il Ministero propone sulla base di criteri definiti , (per esempio la età della popolazione) come dividere tra le Regioni i 106 miliardi del Fondo sanitario nazionale 2011, le Regioni si incontrano in sede di Conferenza e cercano di trovare un accordo tra loro. Se trovano l’intesa vale questa,se no si segue la linea del Ministero. Sono settimane che si discute (non in Umbria). Il Sud infatti vuole introdurre il criterio della “deprivazione”, cioè più soldi se la regione paga lo scotto di una situazione sociale degradata. Su questo il Nord fa le barricate.
L’Umbria sta in mezzo e strizza l’occhio al criterio della deprivazione che le porterebbe qualche soldo in più. (non commentiamo il fatto che dobbiamo star dietro al Meridione). Dopo un lungo silenzio, ieri il Ministro Fazio ha detto la sua su questa “benedetta deprivazione”. Gli indici da adottare per i paesi avanzati, sostiene giustamente Fazio, sono l’età, le disabilità, la mortalità” La deprivazione è un criterio controverso e le Regioni con più alto indice di deprivazione hanno anche un alta inappropriatezza dei ricoveri ospedalieri. Cioè premia la inefficienza. In futuro semmai bisogna introdurre l’indice della prevalenza delle malattie pesate in base alla età. Un altro colpo il Ministro lo ha assestato sui modo di ripartire il fondi da parte delle Regioni: va capita la morfologia delle aree e serve maggior criterio, perché non sempre sono trasferiti al territorio. Inoltre si deve tenere conto che un sistema sanitario è sostenibile se il 5% delle risorse va alla prevenzione, il 44%al settore ospedaliero e il 51% al territorio. Una botta al criterio della deprivazione l’ha data pure il Ministro del Welfare, Sacconi, che è entrato pure nel merito delle risorse per la non autosufficienza. Circa il 30% del Fondo sanitario nazionale viene speso per anziani e non autosufficienti, ( 25-30 miliardi), a cui vanno aggiunti 100 milioni stanziati per la Sla e 200 milioni degli obbiettivi del Piano. Insomma, alle porte del federalismo fiscale, i tempi in cui le Regioni spendevano senza rendere conto a nessuno sono finiti.














Commenti
MA LA REGIONE UMBRIA COME SPENDE QUESTI SOLDI ,VISTO CHE ALLA FAMIGLIE CHE ACCUDISCONO IN CASA UN DISABILE GRAVE NON VA UN CENTESIMO ?
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